Le rovine sono un dono.

“Tutti vogliamo che le cose restino uguali, 
accettiamo di vivere nell’infelicità perché abbiamo paura dei cambiamenti,
delle cose che vanno in frantumi, ma io ho guardato questo posto, il caos che ha sopportato,
il modo in cui è stato adoperato, bruciato, saccheggiato,
tornando poi a essere se stesso e mi sono sentita rassicurata.
Forse la mia vita non è stata così caotica, è il mondo che lo è,
e la sola vera trappola è restare attaccati ad ogni cosa.
Le rovine sono un dono. La distruzione è la via per la trasformazione”
Elizabeth Gilbert / Mangia, Prega, Ama

Progetto senza titolo

E pensare che le rovine dentro pensavo di averle tolte da tempo. E pensare che, invece, come la più classica delle situazioni, un bel giorno ti svegli e ti trovi ben lontana dalla condizione di perfezione che pensavi di esserti meritata e credevi di vivere. E pensare che, in effetti, poi, non solo trovi dentro le rovine che pensavi di aver buttato via, ma ce ne trovi anche di nuove. Le rovine dei sogni infranti, dei cuori spezzati, delle certezze frantumate. Le rovine delle speranze venute meno, dei pilastri che forse erano solo muri, ma che comunque sono crollati giù. Le trovi e ritrovi la dove pensavi ci fosse un terreno solido per una nuova costruzione, e invece no. Eccola qua, la vita, di nuovo, che manda tutto all’aria per mischiare le carte in tavola ancora un pò, sia mai che ci si adagi troppo.

Prendi i calcinacci, un pò ci giochi pensando che sono solo briciole cascate da qualcosa di più forte che ancora sta in piedi. Li riprendi ancora, di nuovo, e ne senti tutto il maledetto peso: lo senti sulle mani, lo senti negli occhi, lo senti dentro al cuore. Li poggi e li ignori per un po’, perchè forse stai chiedendo troppo a te stesso, e in una ricostruzione è giusto fare le cose per bene, un po’ alla volta, senza fretta. Li guardi e li ignori, li ignori e mentre credi di farlo non ti rendi conto che piano piano li affronti. Alcuni li butti via, altri li lasci in stand-by in attesa di capire dove frullarli. Altri nemmeno c’erano più, altri ancora invece li scopri cammin facendo.

E poi.

E poi arriva il momento in cui, timidamente dentro di te, si fa strada il pensiero per cui si, in effetti, la distruzione è un dono. E’ una possibilità, è un’occasione. E benchè chiunque farà in modo di farci credere che c’è sempre una possibilità, questo non è poi così scontato. Quasi ti senti in colpa perchè alla fine ti senti anche grato della tua distruzione. E allora alle volte ti danni e ti disperi, altri invece abbracci il coraggio e l’affronti, questa distruzione. La vedi per quella che è: la possibilità di ricostruire partendo da ciò che hai. E capita che, al di la di ogni certezza solida e indistruttibile, oltre la famiglia (di sangue e di cuore), oltre agli amici e alle passioni, vedi tutto quello che di base c’è:

TE.

Ed è da li che riparti per costruire e che ricostruisci per partire.

Stay tuned.

Credits: Luisa Cuomo

By | 2017-07-17T16:19:59+00:00 luglio 17th, 2017|Diary|1 Comment

One Comment

  1. Luna luglio 19, 2017 at 12:31 pm - Reply

    Cosa ti commento? Niente, credo un post del genere meriti di essere letto, assimilato e sentito senza aggiungere alcuna parola o pensiero in più. Dice già tutto. <3
    Bacione bellezza e buona giornata! :*
    Luna
    http://www.fashionsnobber.com

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