Prime volte.

Prime volte: perchè non si smette mai di scoprire, imparare, vivere.

Ho visto il concerto di una band straniera, a Milano, nello stadio di San Siro. Sono riuscita (finalmente) a mangiare un panzerotto da Luini, e scusate se è poco. Ho preso la macchina e mi sono spinta oltre i confini di casa e della famiglia, da sola, completamente sola. Ho affrontato qualche timore percorrendo strade non proprio sicure, soggiornato in un posto da favola, visto un’alba dalla finestra, lontano da posti che fanno parte della mia vita da sempre.

Ho assaggiato prima e mi sono innamorata dopo della granola, ho visitato Bagno Vignoni e Cortona. Sono andata al mare, completamente da sola, in un sabato romano affollato, infischiandomene dei giudizi altrui. Ho comprato una quantità di piatti esorbitanti e scoperto una vena casalinga a me sconosciuta. Ho perso completamente la voce per essermi concessa il lusso di qualche esultanza di troppo davanti ad una maestosa Lazio, per aver sudato anche l’anima la notte di Ferragosto, per aver premuto sull’acceleratore dell’euforia di certi momenti anzichè sul freno.

Carly Brown x Lex Weinstein for Amuse Society

Ho percorso 300 km in una notte d’agosto nel giro di poche ore, ho raggiunto i resti del Castello di Rocca Calascio all’ora del tramonto sentendomi ad un passo dalle nuvole e dal cielo e sono arrivata al rifugio delle aquile sul Gran Sasso. E se questa non è stata una prima volta, è stata la prima volta che me ne sono infischiata della mia fobia delle discese ripide, e con una buona dose di sconsideratezza sono partita.

Ho visto il mare in lontananza dalla cima di una montagna, ho visitato Castel Gandolfo nel suo centro, ho mangiato in un ristorante nel cuore del Ghetto Ebraico a Roma assaggiando la vera cucina kosher. Ho visto il mercato di Porta Portese e mi sono calata nei panni di una piccola guida a Roma, rendendomi conto di quante cose sapessi da un lato e quante ancora ne ho da conoscere dall’altro. Sono andata a ballare al Gay Village, mettendo da parte tutte quelle scuse che troppe volte mi racconto: non sono all’altezza, non sono adeguata, non fa per me, non/non/non.

Pinkwinged

Ovviamente ho fatto anche un sacco di cazzate, ma per quelle non sono state prime volte (e di certo non saranno nemmeno le ultime).

Mi sono messa alla prova.

In cucina. Su una pista da ballo. In macchina. Provando a spingermi oltre i miei confini e limiti. Guardando negli occhi le persone. Cercando di mettermi un po’ in primo piano per quella cosa che nulla ha a che fare con l’egoismo ma che si avvicina di più a una cosa chiamata “amor proprio”. Ho parlato quando ho pensato fosse giusto farlo, e al contrario, per la prima volta ho attraversato le vie del silenzio davanti a persone e situazioni che non meritavano altro di diverso.

Ho scoperto di poter essere anche altro rispetto alla persona che mi sono sempre sentita.
Una persona capace, che se vuole, può. Che se può, vuole.
Che la paura la sa mettere da parte e che dentro, in fondo ma neanche troppo giù, ha ancora tanto da dare e dire.

Che le prime volte non finiscono mai, perchè a non finire veramente è la capacità di stupirsi di se stessi.

Stay tuned.

Credits: Pinterest 
By | 2017-08-28T10:09:30+00:00 agosto 28th, 2017|Diary|1 Comment

One Comment

  1. Francesca settembre 18, 2017 at 11:26 am - Reply

    bellissimo post!adoro questi viaggi fatti da sola, a volte “abbondono” la mia casa, non prendo con me nessuno e gusto la vita a modo mio – sono i momenti preziosi.

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