Viaggi: il castello di Rocca Calascio

Rocca Calascio: over the rainbow.

E’ questo il modo in cui mi sono sentita raggiunta la vetta delle rovine del castello di Rocca Calascio.

Ma facciamo un passo indietro.

Fra gli obiettivi dell’estate ho messo di mezzo quello di cercare di affrontare la mia paura delle discese. Penserete che sia una paura scema, la realtà è che è una cosa che mi terrorizza e allo stesso tempo limita molto. Perchè? Perchè spesso in passato ho rifiutato la possibilità di andare e vedere posti magnifici in montagna non tanto per la paura di raggiungerli quanto per la paura di tornare indietro. Ma quest’anno mi sono voluta mettere alla prova e, come sempre, lo sforzo mi ha ripagata.

Siamo in Abruzzo, regione a me cara dove passo parte delle mie vacanze estive. Rocca Calascio si trova all’interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, nella parte sud della città dell’Aquila. La sua particolarità, oltre ad avere un piccolo centro storico che definire grazioso è poco, è che è disposta su una rocca sovrastata dai resti di un antico castello, datato addirittura anno 1000 d.C.

Il castello, così come tutta la rocca, ha visto nel corso del tempo susseguirsi diversi proprietari (fra cui la famiglia Medici), per subire poi una parziale ma significativa distruzione a causa di un forte terremoto nei primi anni del 1700. Successivamente però, anche sull’onda del successo derivato dall’ambientazione di alcuni film, la rocca è stata rivalorizzata, le abitazioni risistemate (e per lo più adibite a strutture ricettive) e il castello è tutt’oggi una meta turistica di notevole interesse e bellezza.

Tornando a noi: over the rainbow.

Ovvero, oltre le nuvole (o in ogni caso, molto molto vicina a loro). Questa è stata la sensazione percepita mentre, camminando per il sentiero che porta ai resti del castello, mi sono ritrovata a un passo dalle nuvole.

Non è possibile arrivare con la macchina al centro della rocca, e di conseguenza al castello. Una volta parcheggiata la macchina, i modi più pratici sono:

  1. prendere un bus navetta fino al centro della rocca e proseguire a piedi per il castello
  2. fare tutto il tragitto a piedi, decidendo se seguire la strada asfaltata o tagliare per un sentiero in mezzo alla natura (io ho fatto questo percorso).

In ogni caso, per raggiungere la parte più alta, quella del castello, bisogna fare un percorso a piedi seguendo un sentiero roccioso, non proprio una passeggiata ma di certo fattibile (anche nella tanto temuta discesa). Prima di arrivare al castello, ci si trova davanti un panorama mozzafiato, dal quale è possible ammirare (nei giorni di cielo pulito), il corno grande del Gran Sasso, oltre che la Chiesa di Santa Maria della Pietà, dalla quale parte un sentiero che permette di raggiungere a piedi la vicina (ed altrettanto bella) Santo Stefano di Sessanio.

Ma a questo punto, più che alle parole, mi affido alle foto.

Informazioni utili:

  • La visita di Rocca Calascio e del Castello è fattibile in una mezza giornata. Io consiglio il pomeriggio, e se possibile l’ora del tramonto per godere di un panorama e di una luce unici nei loro generi
  • Dal momento che vi trovate a Rocca Calascio, non potete non fare una sosta nella vicina Santo Stefano di Sessanio, piccolo e grazioso borgo famoso per la lavorazione della lana e la coltivazione di lenticchie
  • Attrezzatevi di scarpe comode e di una buona macchinetta fotografica
  • Trovate più informazioni (e bellissime foto) sul sito ufficiale di Rocca Calascio

Infine: prendetevi il vostro tempo. Per ammirare la bellezza di questo mondo. Per unirvi e sentirvi parte della meraviglia che la natura è. Forse per perdervi, ma di certo per ritrovarvi.

Stay tuned!

Credits: Luisa Cuomo
By | 2017-09-29T11:54:32+00:00 settembre 29th, 2017|Italia, Travel|2 Comments

2 Comments

  1. Ilenia settembre 29, 2017 at 2:48 pm - Reply

    Che meraviglia questi posti! Non è una cosa stupida la paura delle discese. Io ho il terrore dell’altezza, o meglio dell’altezza se intorno non ho appigli o cose che potrebbero limitarmi nella caduta. Giusto per farti capire, su una ruota panoramica con le cabine chiuse mi sento a mio agio, se salgo su una sedia o un tavolo e intorno non ho nulla che mi aiuti nella fase di discesa vado nel panico. Prima ero a questi livelli, poi con varie escursioni si è un po’ attenuata la cosa, ma non mi è ancora passata.

  2. Francesca ottobre 23, 2017 at 8:53 am - Reply

    le foto bellissime! 🙂

Leave A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.