La terza via.

Così l’ha chiamata la mia terapista: la terza via.

Sono in bilico. In realtà mi sento così da un po’ di tempo. C’è una frase tratta dal pezzo introduttivo dell’ultimo album di Levante che esprime a chiare lettere la situazione:

“mi porto fino alla fine del mondo / voglio andare più a fondo / voglio le ali, i pensieri su cui volare /
dove non so toccare / la terra è distante / questo pianeta / dalla mia amata meta/
metà di me non sa più dove vorrebbe andare / l’altra vuole restare” 

Ecco riassunto il punto: non saper dover andare, in bilico fra l’andare e il rimanere.
Fra il crescere in quello che c’è o fra il muovere passi in qualcosa di sconosciuto.

Non parlo in senso figurato, ma nel senso più pratico del termine, che non abbraccia solo un aspetto della mia vita, li abbraccia tutti, nessuno escluso. C’è il presente, la realtà, ciò che è sempre stato e che in buona parte continua ad essere. Poi c’è l’ignoto, ciò che non si conosce e che per natura mette paura tanto quanto un fastidioso stato di confusione.

Ma esiste anche una terza via. O almeno, così dovremmo vederla, così dovrei viverla adesso.

Tu.
Io.
Noi.
Non il gruppo, ma il singolo.
La nostra terza via.

Che forse mi vien da pensare che quel lavoro fatto per imparare a bastare a se stessi un minimo di senso lo avesse. Che forse mi vien da credere che l’incoerenza, se consapevole, non abbia giustificazioni, ma un briciolo di senso. Che forse mi vien da sentire che tutti questi sentimenti contrastanti, questa confusione, questo scalpitare rimanendo fermi, ecco: tutto questo, invece che metterlo nel mondo a casaccio, possa farlo mio e tenerlo per me, cercando di farne equilibrio, scelte, forza, coraggio. Che forse mi vien da pensare che sia in effetti l’unica strada percorribile ora, perchè per quanto scegliere diventi inevitabile prima o poi, ci sono momenti fatti per l’apparente restar fermi, mentre dentro si vivono non i passi, ma i viaggi interi in compagnia di se stessi.

Ecco la famosa terza via. Quella che pensavo di aver iniziato e terminato in questi mesi e che invece, con stupore, mi rendo conto di percorrere ancora. Nel bene di chi deve ancora capire e imparare tanto. Nel male di chi si sente stremato nello svoltare angoli che sembrano portare sempre alla stessa conclusione: ci sei tu, ora. E ora dura un po’ di più di quel che hai pensato e sperato. Ma hai trovato la strada e ti sei anche meravigliata nel renderti conto che, in barba ai pensieri altrui, in quella strada hai già mosso tanti passi, sei a un buon punto, forse addirittura più vicina al punto di svolta di quanto ti sia dato credere.

 

E allora: cammina per la tua terza via. Vivi te stessa. Spera nella forza che è dentro di te. Sogna il meglio – tuo e delle persone che ami. Lotta con le armi che hai in tuo possesso: usa la testa, mettendoci il cuore. Muovi passi. Fermati. Torna indietro, si. Magari però per poter prendere la rincorsa.

Stay tuned.

By | 2017-10-20T12:21:08+00:00 ottobre 20th, 2017|Diary|1 Comment

One Comment

  1. Francesca ottobre 23, 2017 at 8:45 am - Reply

    bello 🙂 devo ritrovare la mia propria terza via.

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