Nelle tasche di una vecchia giacca.

Nelle tasche di una vecchia giacca ho ritrovato me stessa.

Era malconcia, un po’ stropicciata come lo sono le cose che per tempo mettiamo da parte, chiusa in qualche armadio, senza luce nè forma. Forse un pò triste come ciò che si da per scontato: sappiamo che è tutto la, eppure non andiamo mai a prenderlo, pensando che tanto sia tutto – sempre – a portata di mano.

E invece no.

Perchè è stata meraviglia a prima vista, sorrisi nel momento in cui quella giacca l’ho rimessa, emozioni vere con la mente ed il cuore già partiti per un viaggio tutto loro. Nelle tasche di una giacca datata 2008 ho ritrovato pezzi indissolubili di me: il biglietto di una vecchia partita, io che con quella giacca andavo sempre allo stadio: con il sole, con la pioggia, con il freddo e con il vento. Più che altro, io che seguivo una passione fregandomene di ogni cosa – meteo, tempi, sicurezze, comodità. In quella tasca ho ritrovato i ricordi di vecchi viaggi, fra Londra, Amsterdam e Parigi, e in quei ricordi la persona che ero: una persona che vuole vedere, scoprire, imparare, girare, apprendere. Vivere. Nelle tasche di quella giacca ho rivisto una persona che da tempo non vedevo più: viva, impavida, sicura di se. Allegra, felice, solare. Con molto meno rispetto a quello che c’è adesso, e nonostante tutto, molto più viva di quanto non sia stata dopo.

E’ stato un giorno in cui la voglia di cambiamento pulsava in me più del solito, ma in maniera diversa da quel modo in cui spesso si intende il cambiamento stesso: non c’era voglia di stravolgimento, più che altro voglia di andare a riprendere qualcosa sentito assente per tanto, forse troppo tempo. I famosi porti sicuri servono a questo: a ricordarci chi siamo, da dove veniamo, cosa siamo stati, e ancor di più cosa ancora possiamo essere. E forse per questo ho avuto il pensiero di ritirare fuori quella vecchia giacca data tanto per scontata, ma che alla fine si è rivelata essere risposta nel momento delle domande:

sono sempre stata qui. Anche quando tutto sembrava sottosopra, perso, indecifrabile. Io ero qui, nascosta al buio di un armadio, malconcia e un po’ stropicciata, ma qui ero e – soprattutto – qui sono. Con le mie passioni che non conoscono limiti, con la mia curiosità verso il mondo, con la mia voglia di esplorare e conoscere. Con la voglia di vivere.

Nelle tasche di una vecchia giacca ho ritrovato me stessa.
Dopo anni, dopo tanto, dopo tutto.
E ora sono qui, di nuovo, al punto di partenza, dove forse sono da sempre, ma di certo più consapevole.

Siamo noi, e ci siamo sempre. Anche quando non ci ritroviamo più. Cerchiamo bene, perchè in fondo, siamo sempre tutti qui, nei nostri posti che ci sembrano lontani, ma che in realtà sono molto più vicini di ciò che pensiamo.

Stay tuned.

 

By | 2018-04-17T09:41:12+00:00 aprile 17th, 2018|Diary|1 Comment

One Comment

  1. Francesca maggio 14, 2018 at 8:52 am - Reply

    bellissimo post!

Leave A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.