Tutte le risposte.

Paolo Fox prova a darmene ogni giorno, sia che questo inizi nel momento in cui apro gli occhi, sia che questo cominci allo scoccare della mezzanotte. Ogni giorno, con lui, cerco le risposte che non ho. Per cui, ora che Venere è in Leone e Urano è entrato in Toro, da quel che ho capito tutto dovrebbe essere una mossa verso lo scioglimento dei dubbi e verso le prese di posizione, ma gira voce che per l’Acquario il momento sia un pò delicato. Insieme a Fox, poi, Simon & The Stars ci prova ogni settimana, e io nella confusione di tante domande mi rendo conto di cercare risposte un pò ovunque, con tutto il profondo rispetto che nutro verso astrologi ed astrologia.

Non so leggere i segni del cielo e meno che mai le stelle, mi limito a quella cosa per cui se c’è il sole sto bene, alla prima nuvola mi stranisco, la pioggia mi innervosisce, i temporali mi fanno tanto paura quanto mi donano un moto di speranza se penso che a quello seguirà il sereno. Non so cogliere i segnali o magari non li voglio capire. La musica in questo momento è un pozzo dove riversare le emozioni, ma non un cesto da cui tirare fuori le risposte. Non leggo, non lo faccio da tanto, forse perchè mi sento emotivamente vulnerabile e so che con le parole in certi momenti per me è meglio allentare. Non scrivo più perchè so che se iniziassi, quello che verrebbe fuori spaventerebbe anche Freud.

Ascolto, osservo, sento.
Ci provo.
Ma difficilmente capisco.

E va bene così, davvero. Perchè quando ti fermi per guardarti indietro e intorno, ti rendi conto che questa vita va vissuta più per quello che da che non per quello che non riesci a capire, te ne freghi delle domande, non pensi nemmeno più alle risposte, semplicemente vai, pur non sapendo dove, cavalchi l’onda, alzi il volume dell’entusiasmo (il più delle volte immotivato e forse per questo ancora più bello) e prosegui. Ogni giorno un pò di più.

Solo che poi arriva, perchè arriva sempre, la giornata no. Quella in cui senti tutto il peso delle parole scritte, sentite e pronunciate. Quella in cui l’inespresso ti attorciglia come un boa. Quella in cui le domande ti rimbalzano da una parte all’altra dell’intero corpo: la testa, il cuore, lo stomaco, gli occhi, la bocca, quando cammini anche nei piedi.

Perchè? Cosa? Ma quanto tempo, ancora? Quando sarà, se sarà, come sarà, che ne sarà? Chi? Dove? Cosa vuoi? Cosa voglio?

Ed è un pò il panico, un pò la pesantezza, un pò la tristezza.
E allora arriva Paolo Fox, ma non basta. Una canzone, ma non basta nemmeno quella. Uno scritto, e non ci siamo ancora. Ti fermi di nuovo e pensi. Pensi che non importa l’invadenza, l’imprudenza, la tempestività di certe cose: chiedi. Chiedi e aspetti. Se sei fortunato arriva una risposta, la capisci e prosegui con tutto il carico che comportano le risposte. Altrimenti valuti: i silenzi, le attese, le parole che non capisci e anche quelle che magari non pensavi di sentirti dire, o semplicemente non eri pronto ad ascoltare.

E ancora, non basta nemmeno quello.

Allora ti fermi, respiri, sbatti gli occhi, alzi la testa e inizi a fartele tu stessa le domande e con coraggio a darti anche le risposte, che in fondo tu lo sai che è tutto dentro te. Tutto.

Perchè? Perchè è così che doveva andare, è così che deve essere ora, perchè non lo sai e non potrai sapere cosa ha in serbo per te la vita, e quindi vai, vai ancora senza fermarti.
Cosa? Ma cosa che? C’è quello che c’è, il resto è speranza, attesa, illusione, fiducia, paura. Il resto è un sentimento dalle mie facce per cui oggi prevale un colore chiaro, domani scuro. E’ una vulnerabilità su cui non serve farsi troppe domande.
Quanto tempo, ancora? Forse per tutta la vita. Anzi, sicuramente sarà così, perchè alle risposte seguiranno nuove domande.
Chi? Ma ci pensi che forse quel chi ancora non fa parte della tua vita ed è tutto da scoprire? Ci pensi invece se fosse proprio accanto a te e tu ancora non te ne sei accorta? Ci pensi che a certe domande corrispondono così tante risposte che a ben pensarci, pensarci è proprio inutile?
Come, quando, se? Aspetta. Che se fosse una carta, quella sarebbe la temperanza. Aspetta e calmati e viviti tutto il resto, che certe cose hanno bisogno solo di naturalezza e spontaneità.
Dove? Sei cittadina del mondo, non hai confini. Stai serena che la cosa giusta trova sempre la sua strada.
Cosa vuoi? Non devi chiederlo a nessuno. Ognuno di noi ha la responsabilità e il dovere di capirlo ed ottenerlo.
Cosa voglio? Credo questa sia l’unica domanda che valga la pena farsi e per cui è giusto stare anche male cercandone la risposta.

Ecco. Non scrivo più perchè quando inizio a farlo non mi fermo.
Alzo il volume di tutto per non sentire il rumore di niente.
Ignoro e passo oltre, vado avanti e lascio indietro.

Perchè ascoltarsi fa paura, ma in questo ammetto che è proprio vero: tutte le risposte sono dentro noi.

Stay tuned.

By | 2018-06-21T15:20:56+00:00 giugno 21st, 2018|Diary|2 Comments

2 Comments

  1. Letizia giugno 21, 2018 at 7:03 pm - Reply

    Mentre leggevo pensavo: è tutto lì, nel nostro cuore… Dentro di noi, esattamente.
    Bel post, profondo ed intenso!

  2. Francesca luglio 6, 2018 at 10:59 am - Reply

    bellissimo questo post!

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