Tornare a vivere.

Spesso su questo blog ho dato un’immagine della vita come fosse una favola. Non so se sia riuscita nell’intento di farmi capire: più che i sogni, ho sempre cercato di spiegare come, al di la di ogni evento – bello o brutto – un animo fiducioso, speranzoso e combattente potesse fare la differenza.
Mai come in questi ultimi due anni ne ho avuto la prova.

Ma partiamo dal principio: cosa è successo?

E’ successa la vita, come ho scritto qualche mese fa.
E’ successo quello che può capitare a chiunque di noi, in ogni momento.
E’ successo che ho visto certezze sgretolarsi sotto gli occhi e dentro il cuore.

Ho perso il lavoro.
Ho chiuso una relazione importante.
Ho affrontato il dolore del lutto improvviso.
Ho perso punti fermi.

E’ strana a volte la vita. E’ capace di donarti tanto tutto insieme, e tutto insieme levarti. In astrologia questa verrebbe chiamata “rivoluzione”, ma le rivoluzioni portano cambiamenti e i cambiamenti non sempre sono facili da accettare, affrontare e gestire. Le rivoluzioni sono lunghe, richiedono forza, pazienza, determinazione, coraggio.

Sono alla ricerca di un lavoro. In questi due anni mi sono tenuta occupata, ma adesso è il momento di fare sul serio. Certi giorni sento che sarei disposta a fare tutto, altri mi ricordo da dove vengo e cosa ho fatto per 10 anni (agente di viaggio per un tour operator) e mi dico: continua su questa strada. Non è stato facile in questi due anni veder vacillare le certezze economiche tanto quanto una routine fatta di orari e ritmi scanditi dai giorni di lavoro. Tutto questo mi ha sempre spaventato tanto, eppure oggi so chi sono e soprattutto so che valgo molto più di quello che ho sempre creduto. E la strada sarà ancora lunga, ma ho una consapevolezza dentro che mi aiuta tanto, quella di sapere che anche io valgo qualcosa e qualcosa lo so fare. E magari non basta, ma in certi giorni tutto questo mi serve per dirmi “ce la farò”.

L’amore. L’amore mi ha disintegrato il cuore e la testa. A tutti nella vita sarà capitato di dover affrontare la fine di una storia. Forse non a tutti è capitato di dover subire la fine non voluta, in ogni caso quel che viene dopo è un gran casino: il dolore inconsolabile, la voglia e il bisogno di una solitudine serrata, il cinismo spietato. La totale assenza di fiducia e speranza verso qualsiasi situazione e persona. La morte – apparente – di ogni buon sentimento. La disillusione totale. La rabbia: uh, la rabbia. E’ passato 1 anno e mezzo dalla fine della mia storia più importante, con tutti gli strascichi che ne sono conseguiti, eppure la rabbia certi giorni ancora mi scorre nelle vene. Una rabbia vorticosa, che non sai se sia più verso l’altro, la vita o te stessa. Non sai se è verso voi che non siete stati in grado di crescere, verso lui che ha preferito altro, verso me per aver permesso che accedesse tutto e che in certi giorni sento che ancora non riesco ad andare avanti. Eppure è proprio la rabbia che mi ha permesso di andare avanti mentre mi vedevo e sentivo ferma. Impari a decidere per te: questo lo accetto, questo non più. E non solo verso l’amore, ma verso tutto. In questi due anni ho chiuso anche qualche amicizia. Fondamentalmente, per quanto dolore io abbia provato, mi sono fatta più forte verso tutte quelle persone che hanno sempre voluto manipolarmi con le loro azioni e parole. Ed ecco non è stato facile, non lo è ancora, ma questi eventi mi hanno donato una grandissima consapevolezza: sono sopravvissuta ad assenze che pensavo mi avrebbero fatto smettere di vivere per sempre, in realtà proprio con quelle assenze sono tornata veramente a vivere.

La famiglia. Il mio vero punto fisso. E non parlo di quella famiglia fatta di amici che diventano fratelli e ti scegli ogni giorno, parlo di quella famiglia di sangue da cui vieni. Da lei sono venuta, da lei sono rimasta e in lei mi sono rifugiata nei momenti più bui, ringraziando sempre Dio per avermi fatto questo dono così prezioso. Però arriva in qualsiasi famiglia il momento in cui bisogna fare i conti con la realtà: nessuno di noi è immune da brutte cose, nessuno di noi è immortale. Si sentono tante cose tristi dagli altri, eppure c’è sempre questa convinzione per cui queste cose a noi e la nostra sfera non possono accadere, semplicemente perchè no. E invece non è così. E ti ritrovi, tu famiglia, ad affrontare la paura e l’agonia di una malattia, lo shock di una perdita, il dolore del mai più. Il lutto, fisico ed emotivo. A nulla mai si è pronti veramente fino in fondo, e il lutto è una cosa che spiazza ogni animo più forte, individuale e di nucleo familiare. E come si vada avanti ancora non lo so, perchè è tutto ancora fresco, perchè ancora proviamo a sopravvivere, perchè ogni giorno è ancora una battaglia da affrontare per andare avanti con la consapevolezza di una perdita. Ogni giorno ancora è farsene una ragione, ammesso che la ragione poi serva a qualcosa. E’ lottare per decidere se lasciarsi andare totalmente o provare ad andare avanti, anche se a minuscoli passi.

Quando dicevo che è successa la vita, mi riferivo a questo. Nel male che in certi casi è diventato bene. Nel bene che si è fatto male. Nella rivoluzione delle situazioni, delle certezze, dell’animo, di tutto.
Non pensavo mai che potessi anche solo sopravvivere a certe cose. Paradossalmente, da certe cose sono tornata a vivere. Da altre invece, ho proprio cominciato a farlo.

Le cose accadono, certe volte per scelta, altre perchè è così che devono andare. Ognuna di queste cose richiede un tempo per la metabolizzazione del tutto, richiede pazienza, forza e coraggio.
Ma in fondo, da ogni situazione – bella e brutta – può uscire qualcosa.
E alla fine di tutto, che alle volte è un nuovo principio: si torna a vivere.

Credits: Pinterest
By | 2018-10-24T10:00:53+00:00 ottobre 24th, 2018|Diary|1 Comment

One Comment

  1. Anna ottobre 24, 2018 at 12:27 pm - Reply

    Ed il bello è che un giorno ti sveglierai e non proverai più rabbia; non ti verrà più neanche in mente di pensare di ‘aver permesso che accadesse’. Hai fatto un percorso difficile ma sei molto avanti, complimenti e se decidi di organizzare qualche viaggio, faccelo sapere.
    Con affetto,
    Anna.

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